venerdì 30 dicembre 2011

Riassunto Doramico del 2011

Effettivamente il 2011 è ormai terminato, nulla mi trattiene dal vagliare le produzioni di dorama e film prodotti in Giappone e in Corea durante tutto l'anno e stilare la consueta e necessaria lista di drama da non perdere assolutamente!!!
Ovviamente io non sono una macchina da guerra, i drama e i film visionati sono in numero limitato e non comprendono tutta la sterminata (perché credetemi... è davvero sterminata) produzione dell'intero arco di tempo. 

MIGLIOR J-DRAMA DEL 2011
In Lista:
1. Asuko March!
2. Deka Wanko
3. Ikemen Desu Ne
4. Kingyo Club
5. Muscle Girl
7. Ouran High School Host Club
8. Zenkai Girl

Vincitore, ovvero Miglior J-Drama assoluto del 2011:
Zenkai Girl!!



Personalmente ho trovato questo drama davvero interessante. I personaggi sono eccessivamente caricati, e questo non sempre è negativo (soprattutto quando si parla di drama!), infatti i personaggi diventano dei veri e propri modelli (chiunque può rispecchiarsi, seppur parzialmente, in essi). La trama è semplice e scontata, ma le vicende personali e le scelte di vita rendono tutto il quadro un groviglio di fili con complessa architettura. 
Nulla da togliere agli altri drama che hanno fatto ridere (Ouran High School Host Club), che hanno fatto sognare ( Ikemen Desu Ne), che sono stati un po' fuori dal normale (Deka Wanko),  ma Zenkai Girl, secondo il mio personale gusto, ha dato un po' di più!

MIGLIOR J-MOVIE DEL 2011
In Lista:
1. Ashita No Joe
2. Paradise Kiss

La visone di film giapponesi è un po' limitata (e se date uno sguardo alla lista di drama coreani capirete il perchè...).
Il Miglior J-Movie del 2011 per me è stato Ashita No Joe!!!



Ashita No Joe è nato come manga nel 1968 (e forse Acalia ne potrà dire molto più di me ^^). Il drama piacque tanto che pochi anni dopo nacquero due anime televisivi, fino all'uscita del film (pardon, live-action) nel 2011. Come anticipato dal titolo Ashita No Joe, che significa Il domani di Joe, il film parla delle scelte di vita del pugile Joe Yabuki, che creeranno per lui un nuovo futuro. E' davvero un ottimo film che insegna tante cose. Ci insegna a lottare, a tener duro nei momenti difficili, a non lasciarci sopraffare dalla miseria che ci circonda, perché solo così potremo costruire per noi un futuro migliore. Un futuro migliore. Una vita migliore. Un domani migliore. 

MIGLIOR K-DRAMA DEL 2011
In Lista:
1. Secret Garden
2. The Gratest Love
3. City Hunter
4. Dream High
5. Midas
6. Miss Ripley
7. My Princess
8. Can You Hear My Heart?
9. Lie To Me
10. Heartstrings
11. Poseidon
12. I Need Romance
13. Romance Town
14. Scent Of a Woman
15. Spy Myung Wol

Questa è una delle scelte più difficili in assoluto. Innanzitutto ho visto un bel po' di drama, molto dei quali estremamente stupendi, alcuni veramente noiosi (Romance Town, Miss Ripley), alcuni ancora in visione (Flower Boy Ramen Shop, Spy Myung Wol).

Il Miglior K-drama del 2011 in assoluto è Secret Garden!!!
Un Capolavoro! Basta solo pensare alle numerosissime parodie di Kim Joo-Won nei drama prodotti successivamente, estremamente divertenti! Ecco qualcuna:

Kim Joo-Won (Hyn Bin) - Secret Garden

The Greates Love
Flower Boy Ramen Shop

MIGLIOR K-MOVIE DEL 2011 
1. Come Rain Come Shine

Unico film Coreano del 2011, che si aggiudica, per mancanza di rivali, il titolo di Miglior Drama Coreano in assoluto del 2011. Potete leggere di Come Rain Come Shine qui.

giovedì 15 dicembre 2011

Happy Ero Christmas




Titolo: Happy Ero Christmas
Titolo originale: 해피 에로 크리스마스
Regia: Lee Geon-Dong
Genere: Commedia Romantica
In sala: 17 Dicembre 2003
Durata: 110 Min.
Paese: Corea del Sud



Il periodo natalizio è il migliore per dedicarsi ai film trash. Questo è un film natalizio e trash. Estremamente Trash. Insomma, non potevo non guardarlo.
La storia è ambientata in un poccolo paese di provincia. Byong-ki è un poliziotto (sfigato) che si innamora di Min-kyong, un'impiegata del bowling locale. A rendere più interessante la vicenda è l'entrata in scena di un personaggio estremamente fuori dal comune, Sang-doo, un gangster locale che si innamora di Min-Kyong dopo essere stato colpito accidentalmente dalla saliva della ragazza. Un colpo d'amore del tutto strano, che darà vita ad un interessante triangolo amoroso.
Come si intuisce già dal titolo, l'intera vicenda si svolge nel periodo natalizio, ma è un natale visto da una prospettiva diversa (come fa intendere il termine ero che sta per erotic): infatti il sesso la fa da padrone. Niente natale di pace e amore, di cene in famiglia e di regali sotto l'albero. E' un natale vissuto in funzione del sesso (un regista porno che gira il sul film, il gangster Sang-doo che cerca in tutti i costi di ottenere la verginità di Min-kyong, giovani adolescenti in cerca di una fidanzata...), insomma, una visione del natale in pieno stile trash. Peccato, però, che in alcuni punti la sceneggiatura sembra confusa, che le varie parti tra loro non siano in perfetta armonia, che i personaggi ci mostrino dei sentimenti (come la malinconia di Sang-doo) che vorrebbero caratterizzare il film in modo differente. Peccato davvero. Nonostante le buone premesse iniziali, la vicenda non convince più di tanto.

mercoledì 14 dicembre 2011

Operation Love, Remake Coreano di Proposal Daisakusen

Magari questa notizia gira sul web da mesi, ma io l'ho scoperto solamente adesso. I remake mi piacciono molto, e questa volta saranno i coreani ad ispirarsi ai giapponesi.

Yoo Seung Ho interpreterà il ruolo da protagonista (interpretato da Yamashita Tomohisa nella versione giapponese) di Operation Love, remake di Proposal Daisakusen (2007) che andrà in onda nel Febbraio del 2012 su Chosun TV.

L'attore ha dichiarato: "Baek-Ho (nome del personaggio che interpreterà) conserva i ricordi del suo primo amore, proprio come qualsiasi ragazzo normale. Il tema del viaggio nel tempo e il concetto di primo amore di questo drama sono nuovi e  interessanti per me, e il modo in cui il protagonista ha protetto il suo primo amore è memorabile".

Insomma, non resta che aspettare.

lunedì 12 dicembre 2011

Il mio blog è a impatto zero di CO2

Girovagando per il web ho scoperto questa interessante iniziativa. E' una iniziativa promossa da DoveConviene
Nel sito viene chiarito cosa si intende con 'blog a impatto zero di CO2:


Come fa 1 albero a neutralizzare la produzione di CO2 del tuo blog?
Quanta CO2 produce il mio blog? Secondo il Dr. Alexander Wissner-Gross, attivista ambientale e fisico di Harvard, un sito web produce una media di circa 0,02 g di CO2 per ogni visita. Assumendo 15.000 pagine visite al mese, questo si traduce in 3,6 kg di CO2 l'anno. Questa produzione è legata soprattutto al funzionamento dei server.
Quanta CO2 viene assorbita da un albero? Dipende da diversi fattori, ma la Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) calcola che un albero assorba ogni anno in media circa 10kg di CO2. Noi consideriamo prudentemente 5kg l'anno per ogni albero.




Un albero neutralizza le emissioni di CO2 del tuo blog, per 50 anni! Come mostra il conto sopra indicato, il tuo blog produce almeno 3,6kg di CO2 l'anno, un albero ne elimina 5 e vive in media 50 anni! Aiutandoci a piantarne uno, insomma, puoi continuare a scrivere sul tuo blog per il prossimo mezzo secolo!


Per chi aderisce all'iniziativa verrà piantato gratuitamente un albero, attualmente in Goritz, presso Coswig in Germania, grazie alla collaborazione nata tra doveconviene.it e iplantatree.org


Aiutate anche voi a salvare l'ambiente aderendo a questa iniziativa. Tutte le informazioni potete trovarle qui.

DoveConviene.it è amico dell'ambiente. A tal proposito per contrastare lo spreco di carta si occupa della digitalizzazione dei volantini di molte delle principali catene commerciali con la possibilità di sfogliarli online in qualunque momento e in qualsiasi luogo. Non male vero? E se questo ancora non vi ha convinto, DoveConviene.it ha realizzato un'applicazione per smartphone (chi non ne possiede uno ai giorni nostri?!) e per tablet agevolando ulteriormente l'accesso alle informazioni fornite in qualsiasi momento!!

Se anche voi siete favorevoli a queste iniziative mirate ad una drastica diminuzione dello spreco di carta, aderite aderite aderite! Fate anche passaparola! Non delegate, aiutate l'ambiente in prima persona!! Bastano solo pochi minuti...


Per ulteriori dettagli sull'iniziativa e sulle zone sotto tutela visita:
http://www.iplantatree.org/project/7

martedì 6 dicembre 2011

Noriko, Goes to Seoul

Noriko, Goes to Seoul
Titolo originale: 노리코, 서울에 가다
Episodi: 1
Produzione: Corea, 2011

E' una storia interessante, soprattutto per le fan di Lee Hong Ki (You're Beautiful, Muscle Girl...).
Parla di una quarantenne giapponese, Noriko, che molla tutto e vola a Seoul per un provino. Detto così suona un po' banale. In realtà la nostra ajumma ha una figlia adolescente, Miyuki, che in passato è stata vittima di bullismo. In seguito a questo episodio Miyuki si rinchiude in casa, molla qualsiasi attività e rimprovera la madre che le ha dato come esempio la sua stessa vita, fatta di rinunce, abbandonando ogni sogno e ambizione. La nostra ajumma, intanto, scopre di avere un tumore. Così, d'impulso, decide di voler lasciare come ricordo alla figlia l'immagine di una madre forte che lotta per realizzare i suoi sogni. Vola, quindi, a Seoul e partecipa ad un programma canoro. Qui incontra un giovane ragazzo un po' sfortunato, Min Ha, che sogna di diventare un cantante. Min Ha ha molto talento ma continua ad essere scartato ad ogni provino (poverino!). Stanco dei continui fallimenti Min Ha decide di abbandonare la musica. Sarà la nostra ajumma a convincerlo a lottare, tanto che alla fine diventerà il cantante di una band indie molto famosa: gli F.T Island (sarà questa la vera storia della band?!). Insomma, tutto bene quel che finisci bene: Miyuki affronta le sue paure, Noriko sconfigge il cancro e il nostro Min Ha realizza il suo sogno. Che volete di più dalla vita? Godetevi semplicemente Lee Hong Ki!

I sub potete reperirli dall'Oasi Fansub che ringrazio immensamente.

venerdì 2 dicembre 2011

La Battaglia dei Libri, Jonathan Swift

Amo leggere. Nella mia biblioteca ci sono numerosi volumi, libri appartenenti ad epoche passate e libri dei giorni nostri. La letteratura italiana per me è molto importante, perché mi permette di conoscere le origini del mio paese, della morale comune, delle tradizioni. In aggiunta a ciò, il lettore (me come chiunque altro) che si avvicina alla grande letteratura italiana non trova nessuna difficoltà: il corso del tempo ha già eliminato tutti quei trattati e documenti che non erano degni di arrivare ai posteri, così il lettore moderno si trova davanti sempre opere con una certa fama e un certo valore. Non può mai sbagliare. Il problema (se di problema si vuol parlare) è rappresentato dalla produzione contemporanea. La mole di opere stampate e pubblicate è talmente vasta che risulta impossibile tenerne il passo. Qui sorge un vero e proprio problema (se mi concedete di considerarlo come tale): quale opera è degna di essere letta? Quale no? Quale opera sarà trasmessa ai posteri? Il lettore non può rispondere a nessuna di queste domande. Gli è concesso, però, di mettere in campo la sua critica (e qui il lettore diventa protagonista della storia) e stabilire lui stesso, in base a criteri più o meno oggettivabili, quali opere siano degne e quali meno. E' un lavoro di gran prestigio, ma molto duro e senza nessuna riconoscenza.
Presa coscienza di questa situazione, il lettore continua a interrogarsi: Bisogna leggere i classici o i moderni? Le pubblicazioni dei moderni possono essere consacrate come Letteratura solo dal Tempo e dalla Fama? Il dibattito tra Antichi e Moderni continua a vivere nel tempo. 'Continua' perché è un dibattito tutt'altro che moderno, ed è interessante vedere come Jonathan Swift all'inizio del Settecento dedichi a questo dibattito un'interessante opera satirica: La Battaglia dei Libri.

Quest'opera fu pubblicata nel 1704 da Jonathan Swift.

Sir William Temple (politico e scrittore inglese, di cui Swift ne era segretario a partire dal 1689), aveva lodato le spurie epistole di Falaride, che aveva considerato ad occhi chiusi come genuine, all'interno di un suo saggio sulla Querelle, ovvero sui meriti degli scrittori antichi e dei moderni. Questo suo saggio scatena attacchi e considerazioni avverse da parte del famoso grecista Richard Bentley e di William Wotton: si era riaperta la famosa Querelle che aveva avuto origine in Francia tra Perrault e Fontenelle.

Jonathan Swift (1667-1745) tratta l'intera vicenda in tono satirico. Immagina che la battaglia abbia luogo in una biblioteca in seguito alla richiesta dei Moderni che gli Antichi liberino la punta più alta delle due cime del Parnaso, da loro occupata da sempre.
Le trattative di un accordo pacifico falliscono, gli Antichi rifiutano di assecondare le richieste dei Moderni: ha inizio la battaglia.
Si scontrano sul campo gli Antichi contro i corrispettivi moderni (Aristotele contro Bacone, Omero contro Wesley, Virgilio contro Dryden...).
Il momento più celebre dell'intera battaglia , che ha una massima funzione allegorica e catalizzatrice, è lo scontro tra un ragno (che rappresenta i Moderni) e un'ape (che rappresenta gli Antichi). Questa metafora dei due schieramenti attraverso i due insetti non è propriamente di Swift, ma l'autore la prende in prestito dal Novum Organum del 'moderno' Bacone.
Assistito allo scontro tra l'ape e il ragno, Esopo ne trae la morale: il Ragno è come i moderni che estraggono dalle loro stesse viscere la loro ragnatela, la loro scienza; l'Ape, invece, è come gli Antichi che estraggono dalla natura il loro miele, attingono da elementi già esistenti per dare vita ad una sostanza dolce (il miele) e luminosa (la cera).

L'opera di Swift termina senza finale. Ad una prima lettura superficiale sembra quasi che l'autore stesso si sia schierato dalla parte degli Antichi, ma questo non possiamo dirlo con certezza.
In realtà Swift fa di tutto per celare se stesso. L'opera è stata pubblicata per la prima volta nel 1704 come anonima, proprio a voler nascondere il suo pensiero, per sottolineare una realtà spiacevole a lui contemporanea: la dilagante intolleranza nei confronti della comunità, della letteratura, dell'arte, tanto che si parla di una vera e propria crisi dello Stato Intellettuale. Swift non si schiera contro nessuno, né tantomeno si pone a loro difesa. Ciò che emerge, invece, è la necessità dell'esistenza di entrambi gli schieramenti: ad ogni Antico corrisponde sempre un moderno, se non due. Ne deriva una struttura familiare, come un albero genealogico, che unisce gli Antichi e i corrispettivi moderni come appartenenti ad una famiglia, dove entrambi sono necessari, questo a maggior ragione se si considera il fatto che la fama degli Antichi perdura nel tempo anche grazie alle riproposizioni dei Moderni. La vera battaglia, quindi, non è tra Antichi e Moderni, bensì tra la comunità che non è in grado di accettare la convivenza di questi due schieramenti. Ovviamente non bisogna fare di tutta l'erba un fascio: i Moderni non devono imitare (negativamente) gli Antichi, piuttosto devono risalire agli Antichi e devono anche perseguire il nuovo, in un processo di crescita culturale che guarda al progresso e non solamente al passato.

Voi che ne pensate in merito al dibattito Antichi-Moderni?