martedì 24 gennaio 2012

Ghost Friends


Konbanwa... minnasan. Mi sono totalmente immersa nello studio che non ho avuto molto tempo per dedicarmi a drama e film (ahimè, ho saputo di Megaupload, e credo che sarà difficile d'ora in poi a reperire drama storici xo). Gomenne... ^^
Qualche settimana fa ho terminato di vedere il drama Ghost Friends. Tutto sommato è apprezzabile! :)

Titolo: Ghost Friends
Titolo originale: ゴーストフレンズ (goosuto furenzu)
Regia: Tomochika Kasaura, Yoshiro Nagikawa, Eiji Tanaka
In onda: 2 Aprile - 11 Luglio, 2009
Episodi: 10
Paese: Giappone
Genere: commedia romantica, fantascienza, soprannaturale


CAST:
Saki Fukuda - Asuka Kamiya 
Takahiro Nishijima - Kaito Hayami
Noriko Iriyama - Misora Hongo

Protagonista di questa particolare storia è Asuka Kamiya, una giovane studentessa con una vita tutt'altro che ordinaria.
Uscita illesa da un incidente stradale, in cui perde le sue due migliori amiche, Asuka acquisisce il potere di vedere e di parlare con i fantasmi. Grazie a questa sua nuova abilità, riesce comunque a comunicare con le persone a lei care come la madre e le sue due migliori amiche, i cui spiriti continuano a vagare sul suo mondo.
Inaspettatamente, però, la sua vita diviene ancora più frenetica. Un giorno, infatti, ad una sfilata di moda scorge un ragazzo che insegue un fantasma. E' la prima volta che Asuka incontra qualcuno che possieda il suo stesso dono. In realtà questo ragazzo, Kaito, non è propriamente vivo: è un fantasma a cui è stato dato un corpo per poter riportare nel regno dei morti un altro spirito, Misora, la sua fidanzata, morta insieme a lui.
Inizia così l'avventura di Asuka e Kaito. I due collaborano nell'aiutare gli spiriti ad esaudire i loro ultimi desideri per poter abbandonare il mondo dei vivi, e nel ritrovare Misora, che intanto sta creando non pochi problemi ai vivi.
Asuka e Kaito, lavorando fianco a fianco, finiranno per innamorarsi a vicenda (-.-' che banalitè!). Il loro amore, però, non è destinato a durare, dal momento che Kaito è solo uno spirito con un corpo temporaneo, e presto o tardi dovrà abbandonare il mondo dei vivi.
E' un drama interessante perché attraverso la tematica della morte ricorda quanto sia importante la vita, i singoli individui, i legami affettivi, e quanto dei nostri cari resta con noi anche dopo la morte. E' una morte vista non in maniera definitiva, ma come un passaggio (doloroso quanto doveroso) di grado, una continuazione della vita in una forma diversa. Nessuna morte o perdita può cancellare l'esistenza di una persona. L'amore per loro, e l'amore che deriva da loro, non verrà mai dimenticato. E forse è proprio su questo che il finale non troppo felice vuole far riflettere: nonostante la morte della madre, delle care amiche, di Kaito, Asuka continua a vivere felicemente la sua vita, conservando l'amore e la forza che ne deriva nel suo cuore.

Insomma, non è malaccio come drama. Se avete qualche pomeriggio di noia, ricordate di guardarlo! ^^ 

martedì 3 gennaio 2012

Hanamizuki

Titolo: ハナミズキ (Hanamizuki)
Regia: Nobuhiro Doi
Scritto da: Noriko Yoshida
Nelle sale: 21 Agosto 2010
Durata: 128 minuti
Paese: Giappone
Genere: Romantico


CAST:
Yui Aragaki - Sae Hirasawa
Ikuta Toma - Kohei Kiuchi
Osamu Mukai - Junichi Kitami
Hiroko Yakushimaru - Ryoko Hirasawa
Misako Renbutsu - Ritsuko Watanabe

Primo film visto in questo nuovo anno. Ad essere sinceri, non avevo letto particolarmente bene di questo film, ma la curiosità, la noia di una giornata invernale, e la malinconia provocata dal cielo buio e terso mi hanno spinta a guardare quello che si è rivelato (secondo il mio particolarissimo gusto personale) un film davvero toccante.

La storia di questo film si basa sull'omonima canzone scritta da Hitoto Yui. E' una storia banale per essere sinceri, ma talvolta la banalità è lo strumento più diretto, più sincero, più efficace per trasmettere un messaggio. Ed è per questo motivo che considero la banalità di questo film il suo punto forza


Ambientato principalmente in Hokkaido (Giappone), con scene anche in New York e Canada, il film tratta di una storia d'amore nata tra due giovani liceali. Diretti verso le rispettive scuole, Sae Hirasawa e Kohei Kiuchi si incontrato e daranno inizio ad una storia d'amore fatta di alti e bassi, di lontananze dolorose e di incomprensioni reciproche.

Sae Hirasawa è una giovane studentessa che aspira ad entrare in una delle migliori università di Tokyo, la Waseda, intenzionata a specializzarsi nella lingua inglese. Orfana di padre fin dall'infanzia, Sae vive con la madre Ryoko, una donna forte e premurosa, che si divide tra diversi lavori per permettere alla figlia di seguire i corsi di studio preparatori ai test universitari. 
Kohei Kiuchi, invece, è un ragazzo che sogna di diventare un grande pescatore per seguire le orme del padre. 
I due ragazzi inizieranno a frequentarsi, a sostenersi a vicenda, a maturare insieme, fino a quando Sae, ammessa all'università di Tokyo, sarà costretta ad allontanarsi dall' Hokkaido e da Kohei.
La distanza, madre di tutte le insicurezze, le paure, le gelosie, finirà per far allontanare i due giovani, nonostante il forte amore che provano reciprocamente. Infatti, in seguito alla morte del padre, Kohei lascerà Sae per l'impossibilità di starle vicino, per l'impossibilità di proteggerla, e per l'impossibilità di mettere fine alla sua gelosia dopo averla vista in atteggiamento molto confidenziale con un suo senpai, il fotograto Junichi. In seguito a questo episodio, i due giovani cercheranno di intraprendere il cammino della propria vita senza guardarsi indietro.
Di qui a diversi anni, ritroveremo Sae a New York dove vive e lavora part-time in una agenzia che si occupa di arte insieme a Junichi, mentre Kohei, dopo la morte del padre, si prenderà carico della propria famiglia, sposerà una giovane ragazza di nome Ritsuko, e porterà avanti gli affari di famiglia. 


La banalità di questa storia, come ho già detto sopra, è il suo punto di forza. Non c'è bisogno, infatti, di episodi eclatanti, di destini superiori, di eventi soprannaturali per descrivere grandi sentimenti... è necessario il puro e semplice quotidiano. Uno sguardo puro che sia profetico. Che trasmetta un messaggio. Banale, normale, ma al tempo stesso profondo, umano. Ed è proprio per questo motivo che mi sono ritrovata ad apprezzare particolarmente questo film.

Il destino con questi due giovani amanti non è stato dei migliori. O forse mi sbaglio? Il Destino. E' una di quelle cose semplici ma al tempo stesso complesse ed inspiegabili che fanno parte della vita di tutti i giorni. ''Esiste o non esiste?'' è un interrogativo privo di risposta. 

Nonostante siano passati diversi anni, nonostante la lontananza, nonostante tutto, Sae non ha del tutto dimenticato il suo primo amore Kohei. Il suo senpai Junichi le ha chiesto di sposarla dopo il suo ritorno da un servizio fotografico in Africa. Dall'altra parte del mondo, neanche Kohei ha dimenticato il suo primo amore Sae, nonostante sia ormai un uomo sposato. Ed è proprio qui che il Destino ci mette lo zampino. Kohei aveva lasciato Sae perchè il loro Destino gli era nemico, ed ora, a distanza di dieci anni, quello stesso destino che li aveva fatti allontanare, che li aveva privati di una possibilità, stravolge ad entrambi la vita per quella chance che si era attesa per tanti anni e che non era mai arrivata.
A causa dei grandi debiti, Kohei è costretto a dichiarare banca rotta. La madre e la sorella si trasferiscono da alcuni parenti e sua moglie lo lascia. Sae, intenzionata a sposare Junichi, una volta tornata a New York, scopre che il ragazzo in questione è morto in un incidente stradale. Un Destino davvero crudele viste le premesse, ma talvolta gli anziani del paese dicono che ''non tutti i mali vengono per nuocere'', e forse così potrebbe essere interpretato. Questo corso tragico della vita. Eventi che accadono improvvisamente e si prendono tutto. Così, brevemente, Sae torna in Hokkaido per insegnare l'inglese ai bambini, così può finalmente rivedere Kohei e cominciare (era ora!!) questa storia d'amore.


E' un film pieno di spunti, di riflessioni. Il Destino. L'Amore. La Distanza. Il sentirsi dominati dal caos della vita. Nonostante le critiche non siano state delle più magnanime con questo film, io mi sento di obiettare. Talvolta non bisogna troppo soffermarsi sul particolare, perché altrimenti si finisce col perdere di vista il vero messaggio del film. Poco importa se ci sono parecchi salti nel tempo, se il rapporto tra i due giovani non viene caratterizzato eccessivamente. Non è un film per coppiette. Non è l'amore il vero protagonista qui. Bisognerebbe comprendere il contesto. E' l'Amore nella Vita. E' il Destino di un Amore, nella Vita. Ed io credo che sia fantastico parlare di vita e di destino attraverso una semplice storia d'amore. 


domenica 1 gennaio 2012

明けましておめでとうございます

(Fonte)

Felice Anno Nuovo a Tutti! Secondo il calendario cinese questo sarà l'anno del Dragone. E poco importa se non siamo ferrati in astrologia cinese, poco importa se non abbiamo tratti orientali, poco importa se il nostro stile di vita è drammaticamente (e felicemente allo stesso tempo) più pigro, fatto sta che questo è l'Anno del Dragone e ci aspetta un grande anno (soprattutto dopo aver scoperto di essere nata nell'anno del Dragone io stessa...)


明けましておめでとうございます!!!