martedì 3 gennaio 2012

Hanamizuki

Titolo: ハナミズキ (Hanamizuki)
Regia: Nobuhiro Doi
Scritto da: Noriko Yoshida
Nelle sale: 21 Agosto 2010
Durata: 128 minuti
Paese: Giappone
Genere: Romantico


CAST:
Yui Aragaki - Sae Hirasawa
Ikuta Toma - Kohei Kiuchi
Osamu Mukai - Junichi Kitami
Hiroko Yakushimaru - Ryoko Hirasawa
Misako Renbutsu - Ritsuko Watanabe

Primo film visto in questo nuovo anno. Ad essere sinceri, non avevo letto particolarmente bene di questo film, ma la curiosità, la noia di una giornata invernale, e la malinconia provocata dal cielo buio e terso mi hanno spinta a guardare quello che si è rivelato (secondo il mio particolarissimo gusto personale) un film davvero toccante.

La storia di questo film si basa sull'omonima canzone scritta da Hitoto Yui. E' una storia banale per essere sinceri, ma talvolta la banalità è lo strumento più diretto, più sincero, più efficace per trasmettere un messaggio. Ed è per questo motivo che considero la banalità di questo film il suo punto forza


Ambientato principalmente in Hokkaido (Giappone), con scene anche in New York e Canada, il film tratta di una storia d'amore nata tra due giovani liceali. Diretti verso le rispettive scuole, Sae Hirasawa e Kohei Kiuchi si incontrato e daranno inizio ad una storia d'amore fatta di alti e bassi, di lontananze dolorose e di incomprensioni reciproche.

Sae Hirasawa è una giovane studentessa che aspira ad entrare in una delle migliori università di Tokyo, la Waseda, intenzionata a specializzarsi nella lingua inglese. Orfana di padre fin dall'infanzia, Sae vive con la madre Ryoko, una donna forte e premurosa, che si divide tra diversi lavori per permettere alla figlia di seguire i corsi di studio preparatori ai test universitari. 
Kohei Kiuchi, invece, è un ragazzo che sogna di diventare un grande pescatore per seguire le orme del padre. 
I due ragazzi inizieranno a frequentarsi, a sostenersi a vicenda, a maturare insieme, fino a quando Sae, ammessa all'università di Tokyo, sarà costretta ad allontanarsi dall' Hokkaido e da Kohei.
La distanza, madre di tutte le insicurezze, le paure, le gelosie, finirà per far allontanare i due giovani, nonostante il forte amore che provano reciprocamente. Infatti, in seguito alla morte del padre, Kohei lascerà Sae per l'impossibilità di starle vicino, per l'impossibilità di proteggerla, e per l'impossibilità di mettere fine alla sua gelosia dopo averla vista in atteggiamento molto confidenziale con un suo senpai, il fotograto Junichi. In seguito a questo episodio, i due giovani cercheranno di intraprendere il cammino della propria vita senza guardarsi indietro.
Di qui a diversi anni, ritroveremo Sae a New York dove vive e lavora part-time in una agenzia che si occupa di arte insieme a Junichi, mentre Kohei, dopo la morte del padre, si prenderà carico della propria famiglia, sposerà una giovane ragazza di nome Ritsuko, e porterà avanti gli affari di famiglia. 


La banalità di questa storia, come ho già detto sopra, è il suo punto di forza. Non c'è bisogno, infatti, di episodi eclatanti, di destini superiori, di eventi soprannaturali per descrivere grandi sentimenti... è necessario il puro e semplice quotidiano. Uno sguardo puro che sia profetico. Che trasmetta un messaggio. Banale, normale, ma al tempo stesso profondo, umano. Ed è proprio per questo motivo che mi sono ritrovata ad apprezzare particolarmente questo film.

Il destino con questi due giovani amanti non è stato dei migliori. O forse mi sbaglio? Il Destino. E' una di quelle cose semplici ma al tempo stesso complesse ed inspiegabili che fanno parte della vita di tutti i giorni. ''Esiste o non esiste?'' è un interrogativo privo di risposta. 

Nonostante siano passati diversi anni, nonostante la lontananza, nonostante tutto, Sae non ha del tutto dimenticato il suo primo amore Kohei. Il suo senpai Junichi le ha chiesto di sposarla dopo il suo ritorno da un servizio fotografico in Africa. Dall'altra parte del mondo, neanche Kohei ha dimenticato il suo primo amore Sae, nonostante sia ormai un uomo sposato. Ed è proprio qui che il Destino ci mette lo zampino. Kohei aveva lasciato Sae perchè il loro Destino gli era nemico, ed ora, a distanza di dieci anni, quello stesso destino che li aveva fatti allontanare, che li aveva privati di una possibilità, stravolge ad entrambi la vita per quella chance che si era attesa per tanti anni e che non era mai arrivata.
A causa dei grandi debiti, Kohei è costretto a dichiarare banca rotta. La madre e la sorella si trasferiscono da alcuni parenti e sua moglie lo lascia. Sae, intenzionata a sposare Junichi, una volta tornata a New York, scopre che il ragazzo in questione è morto in un incidente stradale. Un Destino davvero crudele viste le premesse, ma talvolta gli anziani del paese dicono che ''non tutti i mali vengono per nuocere'', e forse così potrebbe essere interpretato. Questo corso tragico della vita. Eventi che accadono improvvisamente e si prendono tutto. Così, brevemente, Sae torna in Hokkaido per insegnare l'inglese ai bambini, così può finalmente rivedere Kohei e cominciare (era ora!!) questa storia d'amore.


E' un film pieno di spunti, di riflessioni. Il Destino. L'Amore. La Distanza. Il sentirsi dominati dal caos della vita. Nonostante le critiche non siano state delle più magnanime con questo film, io mi sento di obiettare. Talvolta non bisogna troppo soffermarsi sul particolare, perché altrimenti si finisce col perdere di vista il vero messaggio del film. Poco importa se ci sono parecchi salti nel tempo, se il rapporto tra i due giovani non viene caratterizzato eccessivamente. Non è un film per coppiette. Non è l'amore il vero protagonista qui. Bisognerebbe comprendere il contesto. E' l'Amore nella Vita. E' il Destino di un Amore, nella Vita. Ed io credo che sia fantastico parlare di vita e di destino attraverso una semplice storia d'amore. 


5 commenti:

  1. Concordo sul fatto che l'apparente banalità non è necessariamente un difetto, inoltre ogni film va contestualizzato. In una storia d'amore poi l'originalità non è importante quando la capacità di coinvolgere chi guarda.
    Detto questo non me la sento di guardarlo: avendo in programma di partire per il Giappone lasciando il mio ragazzo qui temo che questo film mi terrorizzerebbe ancora più di quanto non sia già...

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  2. Ma qui c'è l'happy-ending, lo puoi guardare :D
    Quando partirai? *__*

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  3. Eh ma l'idea che debbano passare anni (e la morte di un marito) per avere l'happy ending non so se mi convince ;)
    Per ora non c'è nulla di certo, la priorità è laurearmi, ma se tutto va bene dovrebbe essere ottobre 2012.

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  4. In genere sono una persona seria (??) ma con queste foto non resisto, mi vengono gli occhi a cuoricino e torno adolescente....Io adoro Ikuta Toma! Grazie, un bel modo di iniziare l'anno!!
    (P.s. auguri!!)

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  5. Ikuta Toma sarà entusiasta di avere una fan come te!
    Auguri anche a te <3

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