sabato 19 maggio 2012

Testimonianze. Altri mondi: Pechino

Anni '70. Lo scrittore Giorgio Manganelli è andato in Cina come inviato speciale di un quotidiano. Qui, Manganelli descrive ciò che ha visto per le strade della capitale, Pechino: negozi modesti e semplici, dall'aspetto paesano; pochissime automobili, tante biciclette scampanellanti. Un ambiente molto diverso dalle nostre città, congestionate di auto, piene di magazzini e negozi sempre più invitanti. Pechino, con i suoi 7 milioni di abitanti, ci appare più umana, e ancora legata alle tradizioni della campagna.
PECHINO / Giorgio Manganelli
Una lunga strada rettilinea accoglie negozi, ristoranti, cinema. Paesana è l'aria di questi negozi semplici e che non mi sembrano né poveri né sciatti; affollati, ma senza "code"; nei negozi di alimentari vedo scaffali di scatole, e anche vetrinette colme di dolci; vedo nelle vetrine vestiti, camicette all'occidentale, di colori vivaci, che tuttavia non vedo spesso indosso a questi corpi sottili; cartelli di una farmacia sembrano suggerire una idea non privata, non solitaria della salute: il benessere è qualcosa che la collettività ha il dovere di custodire e il diritto di pretendere. I disegni mi avvertono che l'antica medicina delle erbe in Cina è viva ed alacre, come l'agopuntura. 
I negozi di cancelleria rammentano che cosa si può fare con quegli oggetti; ma i negozi di cibi e di vestiario non suggeriscono esplicitamente né gola né eleganza. Il cartello fa parte della gigantesca macchina educativa, non vuole vendere qualcosa ma suggerire un atteggiamento.
La strada brulica di biciclette: mi dicono che a Pechino siano oltre un milione, e di molto; se è sera, e l'illuminazione è sobria, consigliera di sonni imminenti, si nota che di rado portano una lampadina, e se ce l'hanno è per lo più spenta; queste frotte di biciclette scampanellanti rendono gradevolmente intricato l'attraversamento della strada; le rare macchine , gli autobus passano con clangorosi clacson ma adagio, come a disperdere una folla di bambini incauti, o qualcosa di vivo e prezioso che non si vuole offendere. Veramente, l'amore per il clacson dà l'impressione di un traffico automobilistico assai più intenso, mentre è sobrio, e macchine di tipo privato, massicce, solenni, sono sempre in servizio di Stato, e i vigili le proteggono, peritosi, pachidermi tra ronzanti insetti a due ruote; il loro carattere ufficiale fa sì che spesso codeste macchine si muovano in corteo, o variamente assembrate, così da dare l'impressione di grandi e instabili animali, intesi a proteggersi tra il brulicare di una vita minuta e svelata; dalla cautela con cui guidano, si capisce che gli autisti si rendono conto di come la loro massiccia armatura di ruote e motore, potenzialmente omicida, sia considerata come collettivo sfavore; e le biciclette, avventurosamente guidate, devono fargli sudare anche i fanali, a queste macchine con tendine.
[Da Il Giorno, 8 Novembre 1972]
Cina, Pechino. Una casa da tè. Henri Cartier-Bresson

martedì 15 maggio 2012

Leggendo l'Amleto

Mi sono presa una pausa importante dalla visione di drama per potermi sacrificare insieme al principe Amleto. 
Ho visto, diversi anni fa', un film ispirato all'Amleto di Shakespeare, avevo persino letto degli estratti del dramma, ma non lo avevo mai conosciuto attraverso una lettura completa. A dir la verità, se anche lo avessi letto negli anni precedenti, dubito che avrei potuto capirlo ed apprezzarlo in questo modo. Amleto è una figura così importante che è inconsciamente parte di noi. Anche senza aver letto il dramma, a tutti è noto, e tutti sono in grado di esprimerne anche una considerazione personale. Molte sono le teorie e le analisi, contrastanti tra loro, in merito a questo personaggio shakespeariano. Il monologo ''To be, or not to be: that is the question" è stato definito come l'impossibile scelta tra azione e contemplazione. Io non posso fare a meno di pensare a Pessoa, uno dei miei autori preferiti. Fernando Pessoa scrive, ne Il libro dell'inquietudine, "Devo scegliere tra cose che detesto - o il sogno, che la mia intelligenza ricusa, o l’azione, che alla mia sensibilità ripugna; l’azione, per la quale non sono nato, o il sogno, per il quale nessuno è nato. Così siccome detesto entrambi, non scelgo; ma, poiché ad un certo momento, devo sognare o agire, mescolo una cosa con l’altra". Amleto non può che scegliere la strada della melancolia, che è lo stesso sogno misto a realtà di Berdando Soares (alias di Pessoa), non perché sia una scelta, ma perché è il frutto della non scelta tra l'azione e la non azione. 
La mia lettura procede ancora, e credo che ad ogni nuovo verso mi si aprirà un mondo nuovo, o magari mi si capovolgeranno tutte le teorie iniziali. Leggere Shakespeare è sempre una scoperta entusiasmante. Ne approfitto per ricordarvi che in uscita ogni Lunedì insieme al Corriere della Sera in edicola troverete anche i volumi di Shakespeare, in 25 uscite. Per coloro che non hanno debiti stratosferici nelle fumetterie ed amano la letteratura, è una bella iniziativa da non farsi scappare. 

venerdì 4 maggio 2012

Una pagina tratta da I dolori del giovane Werther di J. W. Goethe

Rileggo in questi giorni I dolori del giovane Werther di Goethe, che avevo conosciuto diversi anni fa. Una tematica in particolare mi ha dato modo di riflettere, di pensare, di incuriosirmi: la Natura. Non si deve dimenticare il lavoro di naturalista di Goethe, che lasciò ai posteri ben 14 volumi di scritti naturalistici, e i suoi vasti interessi nel campo scientifico e filosofico. Questa Natura di cui oggi non si parla mai, che viene data per scontata, che viene distrutta, e che viene ricordata solo quando essa si ribella all’uomo, questa stessa Natura su cui non posiamo mai gli occhi è stata una fonte d’infinito amore per Goethe. La natura non è solamente armonia e fonte di vita, è anche un Mostro che eternamente ingoia, eternamente rumina. Una lettura quantomai contemporanea.

mercoledì 2 maggio 2012

Web Drama

Al pari di ogni drama trasmesso in onda, esistono dei drama altrettanto interessanti ed importanti che però hanno una distribuzione nettamente diversa: sono i web drama, drama rilasciati on line e scaricabili sul proprio cellulare.

Questi drama sono rivolti ad un pubblico prettamente giovanile (da qui la scelta di un genere quasi sempre romantico), hanno un numero di episodi limitati e di breve durata (da 10 ad un massimo di 20 minuti).

martedì 1 maggio 2012

La Città Proibita


Titolo: La Città Proibita
Titolo originale: 满城尽带黄金甲(Mǎn chéng jǐn dài huángjīn jiǎ)
Regia: Zhang Yimou
Scritto da: Zhang Yimou, Cao Yu (dramma teatrale)
Nelle sale: 2006
Durata: 114 min
Paese: Cina, Hong Kong
Genere: storico, drammatico


CAST
Chow Yun-Fat: Imperatore
Gong Li: Imperatrice
Jay Chou: Principe Jai
Liu Ye: Principe ereditario Wan
Ni Dahong: Medico imperiale Jiang
Qin Junjie: Principe Yu
Li Man: Chan Jiang
Chen Jin: Signora Jiang

Cina. Decimo secolo, dinastia Tang.
La vicenda, che prende origine da un drama teatrale, si svolge quasi interamente all'interno della Città Proibita, palazzo imperiale immenso ed artisticamente ricco, dove ha sede la famiglia reale circondata da una moltitudine di servi e seguaci.