domenica 24 marzo 2013

Bokura ga ita. Zenpen - Parte 1

Bokura ga ita (nella traduzione italiana 'noi c'eravamo') è un film (live-action) che si ispira all'omonimo manga di Yuki Obata uscito per la prima volta nel 2002, e di cui venne prodotto anche un anime nell'anno 2006. Il progetto consta di due film, usciti rispettivamente nelle sale giapponese il 17 Marzo e il 21 Aprile del 2012.

Titolo originale: 僕等がいた (Bokura ga Ita)
Paese: Giappone
Anno: 2012
Genere: romantico
Regia: Takahiro Miki
Soggetto: Yuki Obata 

CAST
Toma Ikuta - Yano Motoharu
Yuriko Yoshitaka - Nanami Takashi
Sosuke Takaoka - Masafumi Takeuchi
Yuika Motokariya - Yuri Yamamoto


Protagonisti di questa storia sono Yano e Takahashi, due giovani studenti liceali compagni di classe. Yano è un ragazzo molto popolare, amato da tutte le ragazze, bravo negli studi e nello sport, sempre spensierato e molto socievole. Takahashi, invece, è una ragazza che non brilla particolarmente negli studi, ma è una gran lavoratrice, è sempre impegnata in molte attività scolastiche, è solare e molto dolce.
Tra una una lezione e l'altra i due ragazzi iniziano a conoscersi meglio, e noi a conoscere loro. Yano è l'opposto di come appare: è un ragazzo insicuro e triste. Crede che la madre lo abbia avuto solo per poter fare un dispetto all'amante, che aveva già moglie e nessuna intenzione di lasciarla. Il rapporto con la fidanzata, Nana-san, riprende per certi versi le dinamiche familiari: Nana-san ha un altro ragazzo, e non ha nessuna intenzione di lasciarlo. Nana-san, però, muore drammaticamente in un incidente stradale, e questo evento lascia un segno indelebile nel protagonista. Da una parte Yano si sente responsabile per non aver impedito a Nana-san di salire in auto il giorno in cui ha avuto l'incidente mortale; dall'altra parte, però, Yano si sente tradito e abbandonato da Nana-san, provando verso di lei molta rabbia. Yano, sentendosi tradito e abbandonato, non è in grado di fidarsi totalmente del prossimo, soprattutto delle donne. Ma la spontaneità e la sincerità di Takahashi lo faranno ricredere sull'amore e sulla fiducia. Fin dal loro primo incontro, Takahashi sente crescere in lei un sentimento puro e genuino per Yano, un amore incontrollabile, un desiderio di conoscere ogni aspetto della sua vita, e di alleviare il suo dolore. I due ragazzi inizieranno così a frequentarsi, ma il fantasma della precedente relazione di Yano sarà sempre presente, e metterà a dura prova i sentimenti di Takahashi. Ci saranno molti alti e bassi nella loro relazione, ma i due giovani riusciranno a superare ogni ostacolo che la vita gli presenta, perché riusciranno ad essere sinceri l'uno con l'altro. Ma dove può la distanza, non può l'amore. Come ogni film romantico giapponese che si rispetti, c'è una separazione: Yano è costretto a trasferirsi con la madre a Tokyo. Takahashi, che ama molto Yano, decide di impegnarsi duramente nello studio, e di lì ad un anno riuscire a farsi ammettere in una prestigiosa università di Tokyo, in modo da poter stare di nuovo insieme. Ma nonostante i progetti e i tentativi di rimanere in contatto durante la loro separazione, qualcosa va storto, la storia si complica, e i due si perdono di vista. Qui finisce la prima parte del film, ottimo preludio per la seconda parte, che è molto più densa, più profonda e più acuta.


Quello che mi è piaciuto maggiormente di questo film è stata la semplicità. Sono sempre stata del parere che più le cose sono semplici, dirette e chiare, più acquistano spessore e profondità, diventando più 'godibili'. Anche se c'è il rischio di divenire banali e il pericolo di cadere nell'errore, il non preoccuparsi di questo, il non legarsi a troppe regole per innalzare il prodotto, crea un prodotto degno di nota. Il protagonista, Yano, non ha niente di nuovo. Soprattutto nella tradizione giapponese, che sia un romanzo, un anime, un drama, un manga, un'opera teatrale, il personaggio che nasconde un passato drammatico, che cela i suoi problemi sotto una finta spensieratezza, è una sorta di cliché. Ben venga, a mio parere. Non si tratta di creare un Tipo di personaggio nuovo, ma di saper utilizzare bene gli ingredienti nella rivisitazione di un Tipo di personaggio che esiste già. Il modo in cui Yuki Obata prima, e Miki Takahiro dopo, rappresentano il dolore del protagonista, presentandolo in secondo piano, come da sottofondo alla vicenda, e non mettendolo palesemente al centro dell'opera, apre la porta al mondo dell'introspezione, che tra i banchi di scuola e i compiti in classe non risulta eccessiva, perché reale, o almeno possibilmente reale. L'unione del mondo scolastico, che è per definizione il periodo più spensierato e semplice della vita, al dolore legato a concetti di morte e abbandono, crea una prospettiva nuova nel quotidiano. In sintesi situazioni reali, personaggi umani ma profondi, trattazione chiara e semplice, il tutto insomma ha prodotto un ottimo risultato. Non chiederei di meglio, fortuna che c'è anche una seconda parte! 



Inoltre, il protagonista è interpretato da Ikuta Toma, e dopo la sua interpretazione di Yozo, il protagonista del film ispirato al Ningen Shikkaku di Osamu Dazai, non si può non amarlo :)

Ecco il trailer del film (uno dei diecimila trailer che sono usciti):