martedì 9 aprile 2013

Bushi no Kakeibo

Guardare film storici è davvero fantastico, ma spesso risulta difficile cercare di capire realmente cosa succede quando si ignorano le tradizioni o il contesto storico-politico. L'altro giorno, però, ho visto questo film bellissimo: è un film sui samurai ma non c'è neanche una sola scena d'azione, l'unica arma è il soroban, un abaco cinese importato in Giappone nel 1600, strumento considerato di grande importanza anche oggi.

soroban

Titolo: Abacus and Sword
Titolo originale: Bushi no Kakeibo (武士の家計簿)
Regia: Morita Yoshimitsu
Sceneggiatura: Isoda Michifumi (romanzo), Kashiwada Michio
Nelle sale: 4 dicembre 2010
Durata: 129min.
Paese: Giappone
Genere: storico, drama

CAST
Masato Sakai - Naoyuki Inoshiyama
Yukie Nakama - Koma Inoshiyama
Keiko Matsuzaka - Tsune Inoshiyama
Masahiko Nishimura - Yosohachi Nishihisashi
Mitsuko Kusabue - Obabasama
Masatoshi Nakamura - Nobuyuki Inoshiyama
Kaito Oyami - Naokichi Inoshiyama

Il film è basato sul diario anonimo di un commercialista che aveva lavorato per il clan Kago nell'epoca Edo (1603-1868), durante la fine dello shogunato Tokugowa. Naokichi, nona generazione della famiglia Inoshiyama, ci racconta la storia della sua famiglia di samurai in cui si tramanda, di padre in figlio, l'arte del soroban (simile all'abaco, utilizzato per i calcoli) e dell'azan (calcolo mentale). Naoyuki (Masato Sakai), ottava generazione della famiglia Inoshiyama, è un matematico di talento e utilizza il soroban con estrema abilità. La famiglia Inoshiyama lavora da diverse generazioni per il clan Kago. Nella revisione dei registri contabili Naoyuki scopre delle gravi incongruenze nelle forniture di riso destinate ai poveri. Sebbene il suo lavoro sia solo quello di far combaciare i numeri (ed insabbiare, quindi, le ruberie altrui) Naoyuki non riesce a sopportare errori di calcolo così, personalmente, si mette ad indagare riguardo le forniture di riso. Questo lo porterà a veder riconoscere il suo grande talento e ad occupare un ruolo di prestigio per il clan anche se in un momento politico ed economico non troppo felice. Intanto Naoyuki prende in moglie la bella Koma (Yukie Nakama) e succede al padre nel ruolo di capofamiglia. Nell'occuparsi delle finanze della famiglia scopre che per molto tempo è stato speso più di quanto fosse possibile e per questo motivo la famiglia si era indebitata. Naoyuki, per non abbandonare la loro casa per una residenza più modesta, riesce a convincere la famiglia a risparmiare. Dopo aver venduto tutto ciò che non era di uso strettamente necessario, Naoyuki decide di tenere un registro finanziario delle spese domestiche giornaliere e di iniziare il figlio all'arte del soroban, a cui affida, nonostante la giovanissima età, anche la gestione del denaro. E' un compito di grande responsabilità per Naoyuki che è ancora bambino. Iniziano qui le prime incomprensioni tra i due: il padre lo educa con severità per prepararlo alla vita, il figlio vede questa severità come un mero esercizio matematico, un calcolo infinito che distoglie dalla realtà. I due arriveranno ad un punto di rottura definitivo quando, in seguito agli episodi che segnano la fine dello shogunato, Naoyuki si arruola nelle nuove milizie. Grazie alla sua conoscenza dell'arte del soroban, arte considerata comunque di alto prestigio, Naoyuki diventerà un altissimo ufficiale dell'esercito imperiale.


E' un film da vedere assolutamente. Naoyuki è un uomo pratico e metodico. Il soroban non è solamente uno strumento per lui, è come una seconda pelle. E' così meticoloso e dedito al suo lavoro che viene definito "soroban-baka". Per le famiglie di  samurai-contabili questo strumento in questione diviene più importante della spada, anima dei samurai, tanto che il padre di Naoyuki la vende ad un mercante nel tentativo di aiutare il figlio a sanare i debiti contratti. Koma, invece, assume il ruolo di moglie e madre con grande impegno, è un continuo supporto per i figli e per il marito ed è emblema della forza, del coraggio, della dignità delle donne nella società asiatica. Naoyuki, invece, non è semplicemente un figlio che si ribella agli insegnamenti del padre; è piuttosto il figlio di un'età in transizione, di un periodo di profonde trasformazioni, che cerca di adattare l'insegnamento paterno al nuovo scenario politico-sociale. La scena finale del figlio che reca sulle spalle il padre, come quest'ultimo aveva portato il figlio a sua volta quando era ancora un bambino, è segno che il passato è un tassello fondamentale del presente, che non può esserci futuro senza passato, perché la tradizione è parte di noi ed è parte del cambiamento, ed in Giappone, dove il vecchio si lega con il nuovo, e dove il nuovo celebra sempre con amore e rispetto il vecchio, questo è un insegnamento di grande importanza.

Sembra che Masato Sakai abbia preso lezioni di soroban per poter meglio interpretare il ruolo di Naoyuki

2 commenti:

  1. ciao^^
    Scusa lo spam (soprattutto se dovessi aver lasciato già un commento simile D:) ma volevo consigliarti di passare da mio blog se ti va.
    Li si parla di anime, manga, videogiochi, cosplay ecc e se ne discute insieme
    Se ti va di passare anche solo per dare un occhiata il link è questo: http://shadeswebspace.blogspot.it/
    Ti aspetto^^ ciao

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  2. Ho visto il post solo adesso ma questo film mi sembra molto interessante. Adoro le opere in costume e non so molto del soroban. Me lo segno subito ^^

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