domenica 17 novembre 2013

1Q84 - Murakami Haruki

Al mondo non esiste persona che non possa essere sostituita. Per quanta conoscenza e capacità uno possieda, di solito c’è sempre qualcuno da qualche parte che può prenderne il posto. Se il mondo fosse pieno di persone insostituibili, ci troveremmo davvero nei guai.
Libro 1 & 2
Edito da Einaudi, 2011, pp 724
Traduttore: Giorgio Amitrano
Non è la prima volta che mi cimento nella lettura di opere di questo autore giapponese. Con Murakami è sempre una sfida nuova. Alcuni lo amano, altri lo odiano. Personalmente, invece, non posso dire di appartenere a nessuno dei due gruppi. Tra noi c'è un rapporto di amore-odio: le sue opere mi piacciono e al tempo stesso le detesto. Una volta iniziato un suo volume, per me è assolutamente impossibile smettere di leggere, o anche prendermi una pausa. Devo assolutamente terminarlo, vedere come evolve la storia, chiudere con il suo libro. C'è da dire che la trama dei suoi romanzi è fuori dal comune, è architettata con somma maestria, ti trascina dentro il libro e non puoi uscirne più. C'è da diventar matti!
Ma parliamo più specificatamente di 1Q84. E' un romanzo del 2009/2010 diviso in tre libri e pubblicato in Italia tra il 2011 e il 2012. Ambientato nella Tokyo del 1984, ogni libro (o possiamo dire anche 'capitolo') scandisce il tempo in modo assoluto e preciso: il primo libro vede gli avvenimenti svoltisi tra il mese di aprile e giugno; il secondo libro fra luglio e settembre; il terzo libro fra ottobre e dicembre. Protagonisti di questa storia sono Aomame, una donna che lavora come istruttrice in un centro sportivo elitario e che nel tempo libero esegue omicidi su richiesta, e Tengo, un insegnante di matematica che nel tempo libero scrive romanzi e spera di diventare scrittore. I primi due libri vedranno protagonisti questi due personaggi che si ritrovano, senza neanche saperlo, catapultati in un mondo parallelo al 1984, cioè 1Q84. Diversi sono gli elementi che rendono i protagonisti consci di questa 1q84: le due lune in cielo; la presenza di piccoli esseri non descrivibili chiamati Little People; la crisalide d'aria; insomma una serie di oggetti e situazioni che vengono alla luce un pò alla volta nell'arco dei tre libri e che aiutano i protagonisti (e il lettore) a prendere coscienza di essere nell'anno 1Q84. 
 
Libro 3
Edito da Einaudi, 2012, pp 408
Traduttore: Giorgio Amitrano
Il romanzo è pieno di strani personaggi, che si lasciano scoprire un pò alla volta, e che avranno dei ruoli importanti nelle vite dei protagonisti. Nonostante l'affollamento dei personaggi, la storia rimane concentrata su Aomame e Tengo (a cui l'autore affida un capitolo a testa, in modo alterno), dando spazio ad un terzo personaggio solo nel terzo libro: Ushikawa, un investigatore privato, fondamentale per l'incontro tra i due protagonisti.
Nonostante l'intricata trama (perché Murakami ha una fantasia fuori dal comune), il romanzo è una storia d'amore tra Tengo e Aomame nata fra i banchi di scuola vent'anni prima. Si tratta di un amore puro, sacro, nato tra due bambini di dieci anni, e mai più vissuto. Amore vissuto solamente come ricordo fino all'atteso incontro dopo vent'anni (e tre libri dopo). Banalizzanto, il romanzo è questo: l'incontro tra due persone che si sono amate un tempo e che nutrono ancora dei sentimenti l'uno per l'altra. A ciò si aggiunge una perfetta architettura narrativa, uno schema equilibrato e sistematico, l'inserimento di elementi atipici, fantastici, insieme ad elementi reali, di oggettiva conoscenza. In più l'accompagnamento melodico e letterario delle sue pagine (come i rimandi alla Sinfonietta di Janacek, alle pagine di Checov,...), sono un ottimo contorno per un lettore appassionato.
Quello che sto cercando di dire è che 1Q84 è un capolavoro assoluto, magnifico e magnetico, da leggere assolutamente tutto d'un fiato, ma per quanto mi riguarda, dopo la prima intensa e profonda esperienza della lettura, non lo riprenderei mai più in mano: la lettura è avvincente nel suo itinere, ma risulta troppo densa e chiassosa per un secondo approccio.
 Non poteva fuggire. Non poteva evitare in eterno di guardare le cose davanti a sé come un bambino spaventato. Conoscere la verità regala all'uomo la giusta forza. Qualunque sia la verità.

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