domenica 29 dicembre 2013

IL PIU' CELEBRE CASO DI PLAGIO DELLA LETTERATURA

Ovvero: L'ASSASSINIO DI RUE SAINT-ROCH - ALEXANDRE DUMAS

Opuscoletto interessante pubblicato nel 2012 da Dalai editore a cura di Ugo Cundari.
Questo racconto di Dumas ripercorre quasi fedelmente il più famoso racconto  I Delitti della Rue Morgue di Edgar Allan Poe, che tratta dell'assassinio di due donne, avvenuto nella loro abitazione, avvolto nel mistero. La polizia brancola nel buio, ma per fortuna ci sono i due protagonisti a far luce sulla triste vicenda.

Il racconto di Dumas, ritrovato per caso da Ugo Cundari nell'archivio di una biblioteca di Napoli, riporta alla luce non poche domande. Si tratta di un caso di plagio ad opera di Dumas, oppure ad opera di Poe? E' questo il primo racconto giallo mai scritto nella storia? Le domande sono molteplici e Cundari cerca di far luce sulle diverse ipotesi, per dare al lettore una idea chiara della vicenda.

Innanzittutto Cundari cerca di rispondere alla domanda "Chi ha plagiato chi?" Il racconto di Poe è ambientato in un imprecisato anno dell'Ottocento ed è stato pubblicato nel 1841, mentre il racconto di Dumas è ambientato nel 1832, ma pubblicato poi a puntate sulla rivista "L'Indipendente" nel 1860. La cronologia delle opere, quindi, non aiuta affatto a determinare chi ha plagiato chi, per questo motivo Cundari cerca di scavare più a fondo. Parte proprio dall'anno 1832 e si chiede dove fossero i due scrittori in quell'anno. Per Dumas è un anno pieno di attività: frequenta i più importanti salotti parigini e lavora freneticamente a mille testi. Per Poe è invece un anno oscuro. Non si sa nulla, eccetto che pubblicò 5 racconti in forma anonima. Non si sa dove sia stato o cosa abbia fatto. Insomma molto molto mistero. Ma al di là dei numerosi dubbi circa la frequentazione tra i due autori, circa un reale o non reale soggiorno di Poe in Francia (troppo familiare con gli usi, i costumi e il linguaggio francese) Cundari, nell'impossibilità di dare una risposta definitiva, richiama l'attenzione sul "plagio", definendolo un genere letterario, anzi come il "più grande genere letterario esistente da secoli".

Il testo di Dumas/Poe o di Poe/Dumas mette in discussione la storia della letteratura anche da questo punto di vista, celebrando senza mezzi termini e con estrema franchezza un genere letterario che è sempre esistito ma al quale non è stata mai riconosciuta la giusta dignità, almeno fino ad ora.[...]Forse  potremmo spingerci ancora più in là vedendo nel plagio il genere letterario per antonomasia, il più puro e il più autentico, dando per accolta la definizione di letteratura come di un perfetto strumento eversivo e rivoluzionario, che non può non provocare squilibrio e scontro nello stessa sistema in cui si manifesta. In caso diverso, saremmo in presenza non di letteratura ma di misero esercizio di registrazione.

Personalmente adoro questo genere di racconti. Ho letto ormai tutto Poe diversi anni fa e mi ha fatto veramente piacere rileggere una storia del genere, soprattutto in considerazione della disputa di paternità del brano. Lettura piacevole, ottima in un pomeriggio di noia.

2 commenti:

  1. Interessante! È un tema davvero particolare e molto rilevante, specialmente ora che tramite internet il plagio pare essere diventato una moda (il caso di Dumas e Poe credo che sia su un altro livello, però) ^^

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  2. Io ho l'impressione che Dumas sia un gran furbacchione! Come lo è del resto anche Cundari che ha creato un giallo indubbiamente affascinante ma inesistente. Chi copia e non vuole farsi scoprire lo fa in maniera astuta... se poi ha 14 anni di tempo per organizzarsi, caspita! quanti castelli ha il tempo di costruire, che straordinaria rete di curiose coincidenze può creare, inventando, da bravo romanziere, anche incontri mai avvenuti in un periodo, tra l'altro, in cui Poe non è vero che non abbia fatto nulla ma ha pubblicato diversi racconti. Il racconto di Dumas è ambientato nel 1832... e allora? questa sarebbe una prova? L'anno di pubblicazione è una prova, non l'anno di ambientazione del racconto che è stato scelto di proposito dal "plagiatore" per mettere le mani avanti e seminare dubbi. In Francia i racconti di Poe cominciarono ad essere tradotti nel 1846 e poi ancora nel 1856 fu pubblicata la traduzione di Baudelaire. Come mai in tutti questi anni Dumas non ha mai rivendicato la paternità del racconto incriminato? E come mai l'unica pubblicazione di Dumas del racconto nel 1860/61 (VENTI ANNI DOPO il racconto di POE!!!) viene fatta così in sordina? E come mai Dumas pubblica il "suo" racconto solo dopo la morte di POE??? No! Il comportamento di Dumas è il classico comportamento di chi ha qualcosa da nascondere e mente sapendo di mentire, fingendo innocenza e candore. Del resto Dumas a raccontare favole bellissime facendole passare per storia era eccezionale! Basta pensare alla biografia di Garibaldi!

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